Fare un erbario di piante essiccate è un’impresa relativamente semplice; farlo bene, senza rovinare gli esemplari, mantenendo il colore dei petali e l’integrità delle parti più fini è qualcosa di più impegnativo. Fare un erbario di tutte le specie del mondo è tecnicamente impossibile... ad esempio se ci si intestardisce a inserire nel proprio erbario la palma Oenocarpus bataua: le sue foglie possono misurare anche 9 metri di lunghezza!
L’Oenocarpus bataua cresce spontanea nelle foreste pluviali sudamericane (Ecuador, Peru e settore occidentale dell’Amazzonia brasiliana), ma viene riconosciuta anche la varietà oligocarpus, presente in Venezuela, nelle Guyane e a Trinidad.
È proprio dai frutti che deriva il principale sfruttamento della ungurahua. Innanzitutto la loro polpa è commestibile e ricca in proteine, così che da sempre sono fonte di cibo per gli Indios; vengono consumati freschi e spesso venduti come cibo di strada nei mercati locali.
Dai semi, con un complesso processo di estrazione, si ottiene l’olio, valido sia come alimento che come cosmetico: è molto digeribile ed ha proprietà emollienti e nutrienti. A livello industriale oggi si usa nei balsami per i capelli, a cui dona lucentezza e vigore. Inoltre, l’olio d’ungurahua rientra nella composizione di alcune linee di creme per il corpo, ad esempio in associazione con vaniglia e cannella, ylang-ylang e the verde.
Meno significativi sono gli usi altri usi materiali di questa Arecacea, limitati alle fibre per lavorazioni artigianali (cestini), al legno e alla corteccia, ma va segnalata la funzione anticatarrale e balsamica dell’olio, indicato dalla medicina tradizionale del posto.