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TAGETE: Il fiore del Giorno dei Morti

Se vi capitasse di programmare un viaggio in Messico, fate in modo di essere lì durante la ricorrenza del Giorno dei Morti: intorno al 2 di novembre, l’intero Paese si riempie di scheletrini alle finestre, di biscotti a forma di osso, di dolciumi a forma di bara e così via, in un clima di festa che per noi Europei e Occidentali è difficile immaginare. Vi garantisco che l’esperienza vale il costo del volo.

E là vedrete naturalmente tanti fiori, che però non sono crisantemi: il fiore del Giorno dei Morti, per i Messicani, è la tagete, la specie autoctona propria del grande Paese degli Atztechi e dei Maya. Lì la Tagetes erecta cresce spontanea in spazi aperti, oppure in boschi radi di conifere e querce, in zone dal clima caldo e poco piovoso, fino a 2000 m di altitudine.

Questa bella e decorativa Composita è una erbacea annuale dal fusto eretto, spesso ramificato, glabro, che può crescere fino ad un metro di altezza (30-100 cm). Le foglie sono pennato-composte, lunghe 3-20 cm, con 9-20 foglioline da lineari a lanceolate, con apice acuto e margine dentato. Le infiorescenze terminali, in genere singole su lunghi piccioli, sono capolini di fiori sostenuti da un ricettacolo, protetto da un involucro campanulato; gli elementi esterni sono fiori femminili, ligulati in numero di 5-8 (molte di più nelle cultivars a fiore doppio), di colore giallo intenso, oppure arancioni, rosso-bruni, e addirittura bicolori in certe varietà coltivate; gli elementi interni sono 50-120 fiori bisessuali, a corolla tubulosa giallo scuro. I frutti sono acheni sottili e neri, sormontati dal pappo, e contenenti un solo seme.

Nell’arte del giardinaggio, la tagete è una pianta di successo per bordure e aiuole; inoltre è un antiparassitario naturale contro i nematodi. Per tale ragione si coltiva a volte in consociazione con il pomodoro o la rosa, per tenere lontani questi parassiti dal terreno.

Dai fiori si ricava un colorante, il cui costituente principale è il carotenoide luteina, dalle proprietà antiossidanti e protettive della vista; sotto forma di olio dall’odore penetrante, si usa a piccole dosi negli alimenti quale esaltatore di sapidità, e nell’industria dei cosmetici.

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