Piante in viaggio

 

 Piante in tema

 

Il pericolo è nell'aria

Tema (medicina): le piante che provocano allergie respiratorie

Sono sinceramente dispiaciuto per loro quando incontro persone che soffrono di allergia ai pollini, ossia di quella sindrome fastidiosa che volgarmente viene chiamata “raffreddore da fieno”. So che per queste persone, specialmente in alcune stagioni, una passeggiata nel verde si traduce in una sofferenza, a cui giustamente preferiscono rinunciare. A meno che, naturalmente, non si imbottiscano di farmaci adatti a placare gli starnuti, la lacrimazione eccessiva, l’irritazione delle mucose nasali, la tosse incombente, la gola gonfia e dolente.

I rimedi al raffreddore da fieno non ci arrivano quasi mai dal mondo botanico, ma le cause, purtroppo, sì. Vediamo perciò quali sono le principali specie vegetali che portano alle allergie respiratorie; di solito le piante sono nostre amiche, ci nutrono e ci curano, ma in questo caso no.

La impollinazione anemofila, legata appunto al vento, è propria di tutte le Graminaceae: a ragione, chi soffre di allergie respiratorie dovrebbe tenersi lontano dai campi di cereali coltivati, come grano, orzo, mais, avena; i loro stami disperdono il polline fra aprile e giugno.
 Ed ovviamente, si devono tenere alla larga dalle campagne quando si effettuano le operazioni di sfalcio del fieno.

Tuttavia, la principale protagonista dei raffreddori da fieno non è una pianta coltivata, ma è la parietaria, l’Urticacea che cresce spontanea ovunque sui ruderi e sui muri, lungo le strade e i fossi. La dispersione del suo polline avviene praticamente durante tutto l’anno, con due picchi di fioritura: uno maggiore, in marzo-aprile, e un secondo, minore, in settembre.


Orgoglio invece delle colture mediterranee è l’olivo Olea europaea, che pure può dare problemi di tipo allergico quando ne appare il fiore, fra marzo e aprile. Anche il frassino (Fraxinus excelsior), anch’esso una Oleacea, può occasionalmente essere causa di riniti allergiche.

Sembrano in crescita le allergie respiratorie nelle aree urbane, e qualcuno ne imputa la causa all’uso ornamentale del cipresso (Cupressus sempervirens) in parchi e giardini pubblici, però aggiunge che forse un po’ di colpa ce l’hanno anche i veicoli a motore invischiati nel traffico…

Molte Conifere ornamentali, molto presenti in viali e aiuole, producono in effetti grandi quantità di polline: i pini, i cedri, le thuje, gli abeti, ma la loro rilevanza nelle patologie in questione appare molto ridotta, così come per i castagni, le querce, i faggi e i salici.

Sembra invece incrementata negli ultimi anni l’incidenza delle allergie respiratorie in relazione a noccioli, carpini, betulle e ontani, tutte appartenenti all'ordine delle Fagales; e si nota che i pollini di queste specie sono cross-reagenti, ossia che interagiscono, potenziandone gli effetti sgraditi, con altri allergeni presenti nel cibo.

Finendo questa carrellata, possiamo citare fra le specie erbacee spontanee molte Dicotiledoni, oltre alla già segnalata parietaria: sono in questo elenco la artemisia (Artemisia vulgaris), la mercorella (Mercurialis perennis), l’amaranto comune (Amaranthus retroflexus), tutte piante infestanti, da cui è difficile liberarsi, con buona pace di chi soffre di raffreddore da fieno.

Ultimi temi trattati