Piante in viaggio

 

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VINCETOSSICO: Le mucche non si fanno ingannare

Le mucche non sono stupide. Quando, nel loro brucare, incontrano una pianta velenosa, la evitano accuratamente, e piuttosto scelgono il trifoglietto o il paleino che vivono lì accanto. Succede così che una pianta apparentemente innocua (e invece velenosa), come il vincetossico, possa crescere indisturbata in mezzo al prato.

Il vincetossico è il Vincetoxicum hirundinaria, una Apocynacea, pianta erbacea perenne rizomatosa, dai fusti striati con peluria disposta su due file. Le foglie sono di colore verde e opposte, di forma lanceolata con ciglia sui margini e pubescenza sulle nervature di ambedue le facce, hanno un corto picciolo anch’esso pubescente. Le infiorescenze sono disposte in cime ascellari o terminali di 1-12 fiori: il loro calice ha 5 lobi ovati, la loro corolla ha 5 petali di colore biancastro con lobi acuti. Il frutto è un follicolo pendulo e appuntito contenente bruni semi ovoidi, alati, con un pennacchio di peli argentati.

Come ben sanno le mucche, il vincetossico è pieno di sostanze velenose: fra queste, la vincetossina, il glucoside tipico del vincetossico, che ha azione simile a quella dell’aconitina e provoca abbondante salivazione, vomito, diarrea, dolori intestinali, crampi, paralisi. Un tempo fu ritenuta antidoto contro i morsi dei serpenti; era usata in modo un po’ avventato nella medicina popolare, come diuretico, depurativo e sudorifero.

Il vincetossico è abbastanza frequente nelle radure boschive, nei pascoli, lungo i sentieri e nei luoghi rocciosi soleggiati. Comune in tutta Europa, arriva in Asia fino alla Siberia occidentale, in Algeria e Marocco.

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