Come fece già notare l’Artusi, le ricette italiane abbondano di aglio e cipolla, ingredienti così frequenti da risultare primi in classifica. È invece più raro che da noi vengano adoperate in cucina altre bulbose della stesso genere Allium, spesso invece apprezzate in altre gastronomie: parlo di porro, scalogno, cipollotto, aglio orsino. E parlo, ovviamente, di erba cipollina, che nelle ricette anglosassoni trovate come “chives”.
L’erba cipollina ha la simpatica capacità di rigenerare le foglie dopo il taglio: avere a portata di mano in un vasetto questa piantina allo stato fresco garantisce un condimento sano e saporito, non troppo forte come l’aglio, né troppo dolce come alcune cipolle. Le sue sottili foglie carnose si usano infatti appena tagliate, e si servono sminuzzate come condimento, mentre da essiccate perdono in parte il loro aroma.
L’erba cipollina è frequente nei luoghi erbosi e spesso umidi delle zone temperate di Europa, Asia e Nordamerica. Si coltiva più da bulbo che da seme, e una volta piantata ha bisogno di poche cure colturali.
Ha pure una certa tradizione in fitoterapia, come antielmintico, e si dice che queste sue virtù antiparassitarie siano di aiuto alle piante che le crescono intorno.