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ERBA CIPOLLINA: Una spezia a portata di mano

Come fece già notare l’Artusi, le ricette italiane abbondano di aglio e cipolla, ingredienti così frequenti da risultare primi in classifica. È invece più raro che da noi vengano adoperate in cucina altre bulbose della stesso genere Allium, spesso invece apprezzate in altre gastronomie: parlo di porro, scalogno, cipollotto, aglio orsino. E parlo, ovviamente, di erba cipollina, che nelle ricette anglosassoni trovate come “chives”.

L’erba cipollina, Allium schoenoprasum, è una specie perenne, grazie al bulbo ovoidale avvolto da tuniche cartacee bruno-chiare e suddiviso in bulbilli. Le foglie (la parte usata come condimento) sono cilindriche, cave, aromatiche, lunghe 15-25 cm. Stessa altezza e quasi stessa forma ha lo scapo fiorale, parzialmente avvolto in basso da guaine fogliari. L’infiorescenza apicale è globosa o ellittica, circondata da una spata; i numerosi fiori, peduncolati, hanno 6 tepali roseo-purpurei, raramente bianchi, che formano una corolla strettamente tubulosa. I frutti sono piccole capsule a tre loculi.

L’erba cipollina ha la simpatica capacità di rigenerare le foglie dopo il taglio: avere a portata di mano in un vasetto questa piantina allo stato fresco garantisce un condimento sano e saporito, non troppo forte come l’aglio, né troppo dolce come alcune cipolle. Le sue sottili foglie carnose si usano infatti appena tagliate, e si servono sminuzzate come condimento, mentre da essiccate perdono in parte il loro aroma.

L’erba cipollina è frequente nei luoghi erbosi e spesso umidi delle zone temperate di Europa, Asia e Nordamerica. Si coltiva più da bulbo che da seme, e una volta piantata ha bisogno di poche cure colturali.

Ha pure una certa tradizione in fitoterapia, come antielmintico, e si dice che queste sue virtù antiparassitarie siano di aiuto alle piante che le crescono intorno.

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