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BORRAGINE: Il pane delle api

Un piccolo mistero della mia vita di coppia riguarda la borragine: la metà nata in Liguria la conosce molto bene, la usa e nella propria cucina regionale la vede usare spesso, in frittatine, in minestre, in ripieni (è un‘erba fondamentale nel “prebuggiùn”, il ripieno dei “pansoti”), tant’è che se la va a cercare a primavera nelle sue passeggiate da shopping verde. La metà nata in Toscana la conosce altrettanto bene, con quel suo bellissimo punto di blu nel fiore, ma non ha l’abitudine a cucinarla, anche perché non la trova mai fra le ricette tipiche toscane. Eppure, ad esempio sulla collina di Fiesole, ce ne sono prati interi...

Lasciamo ad altri capire le ragioni di questa diversità, e approfondiamo la conoscenza della borragine (Borago officinalis, famiglia Boraginaceae), una specie originaria dalle regioni dell’Asia minore, e da tempo diffusasi nell’Europa meridionale e in tutto il bacino mediterraneo.

Si tratta di una pianta erbacea, annuale, con fusto eretto, che arriva sino ad un'altezza di 50-70 cm, molto ramificato e ricoperto di una peluria ispida pungente. Le foglie sono alterne, ovali, consistenti, di colore verde scuro, con margini ondulati, anch’esse ricoperte da densa peluria, le basali provviste di picciolo, le altre sessili (prive di picciolo). I fiori peduncolati, disposti in una specie di grappolo (racemo unilaterale) che tende tipicamente a girare verso il basso, hanno corolla con 5 petali saldati alla base, di un bel colore blu- violetto. I frutti sono acheni contenenti dei semi di circa 6 mm di lunghezza.

La borragine vive di preferenza nei luoghi erbosi incolti ed anche coltivati, ai margini delle strade, tra i ruderi delle case e lungo i fossi, in zone piuttosto calde e soleggiate. La sua vistosa fioritura attira volentieri gli insetti, al punto che questa specie viene a volte definita “il pane delle api”; dalla borragine si ottiene infatti un buon miele monoflora.

Possiede numerosi principi attivi (allantoina, mucillagini, nitrato di potassio, resine, tannini) che le conferiscono proprietà terapeutiche, differenziate a seconda che si usino solo i fiori oppure solo le foglie. Viene indicata come sudorifera, emolliente, tossifuga, espettorante, diuretica, depurativa e ricostituente. Serve anche nelle malattie infantili tipo morbillo, negli eczemi e nelle eruzioni cutanee, sia per uso esterno che per uso interno.

Come si intuisce, le foglie trovano impiego in cucina, anche se da regione a regione le differenze sono appunto molte; anche i fiori sono commestibili, e si usano soprattutto per decorare le portate. Le foglie vanno raccolte prima della fioritura, da aprile a luglio, e i fiori, appena dischiusi, in giugno ed in luglio.

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