Suggerisco alla Rowling di inserire in una delle sue storie, sempre attente ai fatti naturali, anche se visti con la lente del meraviglioso e del magico, la pianta della beccabunga, magari affibbiandole virtù tipo la visione a distanza, la paralisi temporanea, l’antidoto ai morsi dei pipistrelli. In una delle avventure di Harry Potter, la beccabunga ci starebbe benissimo.
Comunque mi sono informato: la parola “beccabunga” che compare anche nel nome specifico di questa Plantaginacea, la Veronica beccabunga, deriverebbe dal tedesco “backbunge”, parola composta e modificata da “bach” = ruscello e “bunge” = tubero, col significato di “tuberosa di ruscello”; però potrebbe anche provenire dal termine fiammingo “beckpunge” = bocca bruciante, per il sapore acre delle sue foglie.
La beccabunga abita i luoghi umidi, i fossi e gli stagni temporanei, le sponde dei corsi d’acqua, in ambienti soleggiati dal piano fino alla media montagna. Si rinviene in un vasto territorio che dall'Europa al Giappone.
Anche se non proprio magiche, la beccabunga possiede proprietà digestive, aperitive, diuretiche, toniche, espettoranti, antispasmodiche; è indicata per uso esterno nelle infiammazioni della pelle e del cavo orale. Specie commestibile, ha un sapore piccante simile alla rucola: si consuma cruda in insalata nelle cosiddette misticanze, oppure come condimento sotto forma di salsa.