Le protagoniste

 

KETEMBILLA: La bacca di Ceylon

Per il suo grande successo in America Latina, la Dovyalis hebecarpa ha assunto per gli Occidentali il nome ispanico di quetembila, inglesizzato spesso in ketembilla, ma se dovessimo usare il nome adottato nei suoi luoghi di origine, dovremmo servirci di un termine preso dal vocabolario tamil, e cioè “kocu vetti”. Senza dubbio, infatti, la patria di questa Salicacea è l’isola di Ceylon, l’odierna Sri Lanka (da estendere forse anche alla punta meridionale dell’India).

La Dovyalis hebecarpa è un piccolo albero o arbusto, caratterizzato da lunghi e sottili rami arcuati che si allargano verso l’esterno. È dotato di spine acute, soprattutto sul tronco e sui rami bassi. Ha foglie alterne, ovate, dal margine ondulato, dal colore verde grigio e dalla consistenza morbida; sono finemente ricoperte di velluto che aumenta sul picciolo, che ha riflessi rosa. È pianta dioica, con fiori senza petali, giallini o verdini nei sepali, raggruppati all’ascella delle foglie. Il frutto globoso, presente ovviamente solo sugli indivisui femmine, è inizialmente arancione, per poi diventare rosso scuro o quasi nero alla maturità. È anch’esso ricoperto da una fine peluria grigio chiara; la rossa polpa è succosa e molto acida al palato, e racchiude una decina di lunghi semi pelosi. La ketembilla è molto prolifica: i frutti sono abbondanti e vengono raccolti anche più volte l’anno.

E sono adatti sia al consumo fresco che alla trasformazione in gelatine, che alla spremitura per bevande... esotiche, per noi, ma assolutamente normali nei Caraibi, e nel resto dei Tropici americani.  Proprio da Cuba sembra che la ketembilla sia partita per approdare nell’arcipelago delle Hawaii, dove si accompagna con papaya, guava ed altri frutti dell’America latina.

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