Dall’alto della duna di Pilat, la più alta ed imponente duna sabbiosa dell’Europa continentale, guardando ad occidente si vede il mare. È l’Oceano Atlantico, che accoglie qualche km a nord le acque della Garonna, poco dopo aver attraversato Bordeaux. Ma volgendo lo sguardo verso oriente, si vede un altro “mare”, una immensa distesa di chiome verdi smeraldo. È la foresta delle Landes, che ha un’estensione di 900.000 ettari, e fu piantata dal 1789 in avanti per conquistare terra fertile all’avanzata delle dune. Queta foresta è fatta esclusivamente da una unica specie arborea, il pino marittimo (Pinus pinaster).
Amante di ambienti abbastanza secchi e caldi, dalla costa fino a 1000 metri di altitudine, il pino marittimo si adatta a qualunque tipo di terreno, pur prediligendo quelli silicei. Diffusosi anche grazie ad ampi rimboschimenti, si trova soprattutto nel Mediterraneo occidentale, spingendosi fino alle coste atlantiche dell’Europa.
Specie dunque di grande interesse forestale, resistente alla salsedine, e perciò impiegata nelle fasce frangivento e nei boschi litoranei, il pino marittimo è oggi specie dominante in molte formazioni arboree naturali e artificiali delle zone mediterranee e collinari, giungendo anche alle coste atlantiche dell’Europa meridionale.
Le gemme e le foglie, ricche in resine ed oli essenziali, come nel caso del pino silvestre (Pinus sylvestris) sono usate nella preparazione di balsami per le vie respiratorie, con proprietà antisettiche, astringenti e sedative. Un tempo si raccoglieva la resina direttamente per incisione del tronco.