Ci son ben altre cose da vedere nel Parco nazionale delle 5 Terre, ma, se vi capitasse, fate caso alla presenza, talora invasiva, dell’indaco falso, che si raggruppa ai margini delle strade, nei fossati, nelle radure e ai bordi delle pinete. Questo per dire che l’indaco falso, ossia la Papilionacea classificata come Amorpha fruticosa, ha origine in Nordamerica, dove vive spontaneo nel settore centrale e occidentale, ma da noi si è naturalizzato molto bene, comportandosi spesso da infestante (e non solo al Parco delle 5 Terre, che ho citato come esempio: quando si reclamizza la Natura incontaminata di quel peraltro bellissimo posto, però, mi viene da sorridere…); il falso indaco si presenta in formazioni fitte di numerosi esemplari, e quando non è in fiore può essere confuso con giovani piante di robinia (altrettanto infestante e altrettanto nordamericana).
Non sono molti gli usi del falso indaco: un tempo era usato in tintoria dove dava un colorante blu, e in medicina popolare come stomachico; tuttavia contiene resine un poco tossiche, e il bestiame evita di cibarsene. Più importante è il suo ruolo nel consolidamento di terreni franosi, di cui nel Levante ligure abbiamo un gran bisogno: motivo per cui, tutto sommato, è un ospite gradito.