Non c’ero mai andato all’inizio della primavera, e quindi non avevo mai notato che i giardinieri parigini hanno una particolare predilezione per il trombone, la Amaryllidacea classificata come Narcissus pseudonarcissus. Le aiuole dai campi Elisi, delle Tuileries, della place des Vosges ed ovviamente del Jardin des Plantes erano rigogliose della fioritura di questo narciso (e a volte la gente lo chiama anche semplicemente narciso, ma io preferisco riservare questo nome al Narcissus tazetta; d’altra parte “pseudonarcissus” sta proprio per “falso narciso”).
Dato che il trombone risulta velenoso per la presenza dell’alcaloide licorina, il suo interesse resta quasi esclusivamente ornamentale, aumentato dal fatto che la sua fioritura è precoce, in pratica dalla fine dell’inverno. Le sue numerose sottospecie e le molte varietà colturali contemplano esemplari nani, a fiore doppio (con petali soprannumerari) o singolo, a tubo bianco o arancione anziché giallo, a tepali bianchi...
Ma non c’è bisogno di cercare per forza nelle aiuole cittadine o dai fioristi: il trombone, in Natura, si trova un po’ ovunque in Europa occidentale, dal Portogallo alla Germania, alla Gran Bretagna e all’Italia, ma anche in altre aree europee dove si è spontaneizzato dopo essere sfuggito alle coltivazioni. Cresce nei boschi radi e luminosi e nelle praterie sassose: con un po’ di fortuna e un po’ di pazienza, sono sicuro che lo incontrerete anche voi.