In qualche modo, nella nostra psicologia bambina, l’immagine di un albero è rassicurante, è confortante; fa da punto di riferimento nel muoverci, da protezione dalle intemperie o dal sole, ed è prodigo dei suoi frutti e del suo legno. Nella cultura cinese, le figure dei genitori sono rappresentate rispettivamente da un albero, forte, possente e solido, e da un fiore, dolce, fragrante e delicato: la madre è il giglio, mentre il padre è specificamente un albero, la Toona sinensis. Così molti auguri di felicità terminano con la locuzione “che il tuo Chūnxuān bìngmào (l’albero padre) e la tua Huánghuā cài (la madre giglio) siano forti e felici”.
Le foglie giovani, soprattutto quelle rosse, sono normalmente consumate in Cina come verdure, ed hanno un gusto un poco agliato. I frutti, la corteccia e le radici hanno valore nella medicina tradizionale cinese, dove sembrano efficaci contro il cancro, il diabete e l’eccesso di lipidi. Il legno, di colore rosso, viene usato nella produzione di mobili e, di recente, anche nella fabbricazione dei corpi delle chitarre elettriche. Al di fuori della Cina (ad esempio in Nord Europa), il mogano cinese sta registrando un certo successo come albero ornamentale.
Date le restrizioni applicate allo sfruttamento del mogano (la affine Swietenia mahagoni, anch’essa una Meliacea, che in Centramerica sta rischiando la estinzione), lo sfruttamento commerciale del mogano cinese è oggi in rapida crescita.