Ho incontrato l’aspidistra per la prima volta da adolescente, nel titolo di un libro di George Orwell. Nel suo “Fiorirà l’aspidistra”, questa nota sempreverde ornamentale non viene trattata molto bene: viene raffigurata come simbolo di una mentalità piccolo borghese ridotta e limitata, capace di sopravvivere con ottusa tenacia in mezzo allo squallore ed alle meschinità.
Bisogna in effetti riconoscere alle aspidistre, la cui specie più diffusa è la Aspidistra elatior, una grande resistenza alla incuria; possiamo serenamente abbandonarle per le ferie, con la certezza di ritrovarle ancora a casa, in discrete condizioni.
Si ritiene che la pianta sia di origine cinese, con un areale che potrebbe includere, oltre alla Cina meridionale orientale, l’isola di Taiwan ed alcuni isolotti limitrofi dell’arcipelago giapponese (Uji, Kuroshima, Suwanosejima).
L’aspidistra è pianta di interesse unicamente ornamentale: è una classica pianta da appartamento. Fra le sue molte varietà in commercio segnaliamo la “variegata”, con foglie macchiate di bianco crema: nel vendertela, i fioristi raccomandano di non concimarla troppo, dato che un eccesso di elementi nutritivi, in pratica un eccesso di cure, potrebbero far sparire la variegatura; insomma, l’aspidistra non si smentisce…