A Riga, capitale della Lettonia, c’è un mercato molto particolare, ricavato nei cinque hangar che ospitarono un tempo i leggendari dirigibili Zeppelin. Fuori dal mercato, sin dalle prime ore del mattino, gli spazi antistanti si riempiono di bancarelle, su cui spesso i contadini dei dintorni portano i frutti che hanno appena raccolto… strada facendo! Non voglio credere infatti che i coltivatori lettoni perdano tempo a dissodare il terreno e a mettere a dimora mirtilli: semplicemente, il contadino lettone esce di casa, si dirige al mercato e nel frattempo, sulla strada, raccoglie il frutto del Vaccinium myrtillus, il mirtillo nero.
Il mirtillo, dicono i botanici, mostra un alto grado di “associabilità”: forma i cosiddetti vaccinieti, formazioni basso-arbustive fatte essenzialmente dal mirtillo nero, ma dove non mancano altre Ericacee quali il mirtillo rosso, l’uva orsina, le specie del genere Empetrum.
Sulle Alpi il mirtillo nero raggiunge anche altitudini elevate, oltre il limite di sopravvivenza della vegetazione arborea (più di 2500 metri), ma sul mar Baltico lo trovate anche a livello del mare. Non manca dunque nelle pinete e nei lariceti, prediligendo i suoli acidi, e compare anche a quote inferiori, nei castagneti e nelle faggete, purché le temperature non siano troppo elevate. Nelle zone più acquitrinose, tende ad essere sostituito dal mirtillo di palude, il Vaccinium uliginosum.
Che i mirtilli siano pieni di tannini, è facile accorgersi, guardando le mani e la bocca di chi li ha appena raccolti e mangiati strada facendo; altre sostanze presenti sono il glucoside detto mirtillina, un olio grasso, e la arbutina (un derivato dell’idrochinone). Il mirtillo è dunque pianta medicinale: in fitoterapia, del mirtillo si usano le foglie, raccolte all’inizio dell’estate, e i frutti. Il decotto, la tintura vinosa e lo sciroppo dei frutti è usato contro i disturbi intestinali; le foglie, in decotto, hanno proprietà diuretiche e abbassano il tasso di zucchero nel sangue. Gli impacchi dei frutti sono applicati sulle affezioni cutanee e sugli occhi, e come antinfiammatorio della cavità boccale.