Le protagoniste

 

FICO BENJAMIN: Il beniamino degli appartamenti

In natura, lasciato crescere liberamente, sarebbe un albero sempreverde, capace di raggiungere i 20 m; il tronco, ricoperto da una corteccia chiara e liscia, potrebbe misurare anche 50 cm di diametro; la chioma, dai giovani rami penduli, si svilupperebbe ampia e frondosa, fino a vedere dai rami principali scendere a volte radici aeree (caratteristica che condivide con altre specie del suo genere, come il banyan, o Ficus benghalensis).

Ma è difficile poter apprezzare il Ficus benjamina in questa veste; di solito lo vediamo in vaso (magari in versione “bonsai”), piazzato su un angolo del pianerottolo, del corridoio o del salotto, a mostrarci le foglie fatte proprio “a foglia”: picciolo corto, lamina ovale, nervature pennate, margine intero, apice acuminato; la loro consistenza è piuttosto coriacea, le dimensioni sui 10 cm di lunghezza, il loro colore verde, piuttosto lucido sopra. È altrettanto difficile, fra le nostre mura domestiche, vederlo fiorire e fruttificare: ci apparirebbero allora dei siconi (i frutti tipici di ogni Ficus), solitari o a coppie, piccoli e sferici, gialli e poi rossi a maturità. Tutte le parti della pianta contengono latice, meno tossico però di altre specie da appartamento.

Per vederlo nei suoi ambienti naturali, dobbiamo andare molto lontano, nell’Asia monsonica, in un’area che va dall’India all’Australia nord-orientale, passando per Cina meridionale, Indocina ed Indonesia; e forse potremmo anche notare quanto gli uccelli del posto siano ghiotti dei suoi piccoli frutti. Sono davvero molte le specie ornamentali che provengono da quelle zone, e non sto qui ad elencarle, ma è un segno evidente che le condizioni costanti di temperatura e di umidità delle nostre case siano adatte al “benjamin”, un vero e proprio “beniamino degli appartamenti”.

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