Le origini

 

Acer (genere): Il classico non passa di moda (1)

In tutto l’emisfero boreale, il genere Acer è molto ben rappresentato: esistono aceri in Nordamerica, in Europa e in Asia. Vi si comprendono specie quasi sempre arboree, e non facciamoci ingannare dai bonsai, alla cui ferrea disciplina sono costretti molti esemplari, soprattutto in Cina e Giappone.

Il più famoso di tutti gli aceri del mondo è l’Acer saccharum, l’acero da zucchero, la cui foglia campeggia sullo stendardo del grande Stato canadese. Partiamo dunque da qui, dalle Americhe, per dire da subito che il famoso sciroppo d’acero non proviene solo da Acer saccharum, ma da almeno altre due specie, l’acero nero Acer nigrum, e l’acero rosso Acer rubrum. L’acero d’argento (Acer saccharinum), che pure vive nelle stesse zone (porzioni settentrionali ed orientali del Nordamerica), non ha un tasso zuccherino sufficientemente alto nella sua linfa, ma viene invece usato molto come pianta ornamentale. Ancora più apprezzato nei giardini e lungo i viali è proprio l’acero rosso, con la sua bella chioma fulva o giallo cupa in autunno; vive lungo la costa orientale, in un’area che va dal Canada alla Florida. Per la sua resistenza all’inquinamento, nelle alberature stradali viene spesso usato anche l’acero negundo (Acer negundo), facilmente riconoscibile per la sua foglia, composta anziché semplice e lobata. Altri aceri nordamericani sono l’Acer pensylvanicum o acero della Pennsylvania e l’Acer macrophyllum o acero dell'Oregon: nel loro nome c’è già una forte connotazione geografica. Lungo i rilievi del Nordamerica occidentale compaiono altri aceri: Acer grandidentatum, Acer circinatum, Acer glabrum.

Nella maggior parte dei casi, la foglia dell’acero è veramente una foglia classica, quasi un modello per disegni da bambini. Ma c’è modo e modo di esserlo. Guardiamo ad esempio gli aceri dell’Estremo Oriente: i 5 lobi – a volte 7 o anche 9 – di ogni singola foglia sono impreziositi spesso da un lungo apice quasi filiforme, e da un margine seghettato che ricorda quasi un merletto. Stiamo parlando infatti di Acer palmatum (l’acero palmato) e di Acer japonicum (l’acero giapponese), che con le loro numerose varietà colturali ed i loro bonsai fanno la gioia dei giardinieri di Kyoto. Giapponesi sono anche l’Acer rufinerve e l’Acer argutum, mentre se ci spostiamo in Cina troviamo l’Acer stachyophyllum, anch’esso a foglie composte, e l’Acer davidii, ossia l’acero dedicato alla figura del grande naturalista padre Armand David (1826 –1900).

Gli aceri preferisono spesso vivere in ambienti continentali, con inverni freddi, lunghi ed asciutti. Lo dimostra bene l’Acer tataricum o acero di Tartaria, diffuso nelle steppe dell’Asia centrale. (continua)

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