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La storia di un migrante

Adesso vi racconto la storia di un migrante, di uno che è partito dall’Africa subsahariana molto tempo fa, ed è giunto sulle sponde del Mediterraneo. Da noi si è trovato bene, è cresciuto, e in mezzo a noi ha acquisito virtù e capacità diverse e migliori di quelle che aveva nelle sue terre di origine. Qui gli abbiamo fatto conoscere un altro migrante, che veniva dall’Asia minore, ed era già da tempo ben ambientato sotto i nostri cieli; lo ha stretto in un abbraccio anche uno che viene proprio dall’Italia, il meno selvatico di tutti quelli della sua famiglia. E non poteva mancare di unirsi a loro anche chi per noi rappresenta la pace, l’accoglienza, la convivenza civile.

Questa è la storia del pesto, e i protagonisti sono il basilico (africano), il pinolo (turco), l’aglio (probabilmente autoctono) e l’olivo (simbolo del Mediterraneo); e poi c’è il pecorino. E ciò vuol dire che non contano gli ingredienti per fare la tipicità di una ricetta, quello che conta è l’elaborazione. Da Genova, da oggi, il pesto della Liguria può viaggiare anche in aereo.

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